Parole in libertà

2 marzo 2010

Su Repubblica online di oggi, ad ore 15:50, leggo:
Repubblica 2.3.2010

Il testo dell’articolo poco aggiunge a quello che precede.

Io non lo so, ma le parole hanno ancora un senso?

Accogliere un ricorso significa che un giudice dice al ricorrente: “Caro ricorrente, ho vagliato il tuo caso e sai cosa? Hai perfettamente ragione. Ordino quindi che tu abbia ciò che mi hai chiesto”.

Se si ricorre per ottenere l’affidamento di un bambino, il ricorso è accolto quando viene concesso l’affidamento del bambino. Se si ricorre per ottenere l’accertamento di un’usucapoine, il ricorso è accolto quando l’usucapione è accertata. Se si ricorre per ottenere la riforma di una sentenza, il ricorso è accolto quando la sentenza è riformata.

Lo Stato Italiano ha ottenuto ciò che aveva chiesto con il suo ricorso, e cioè che la sentenza emessa il 3.11.2009 dalla seconda sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso Lautsi contro lo Stato Italiano (caso no. 30814/06) venisse riformata?

No.

E cosa ha ottenuto? Che l’impugnazione è stata giudicata ammissibile e verrà esaminata dalla Grande Camera. Cioè il giudice che dovrà decidere l’appello, il ricorso non l’ha neppure ancora esaminato. E’ stato solo riconosciuto che il ricorso era ammissibile e quindi verrà deciso.

Magari sarà anche una cosa difficile passare il vaglio dell’ammissibilità, non sto qui a sindacare. E magari avrà fatto anche bene Frattini a esprimere vivo compiacimento, visto che ultimamente con il rispetto delle formalità necessarie per l’ammissione delle domande la maggioranza ha incontato qualche difficoltà. Ma non è stato accolto nessun ricorso.

Quindi evitiamo di scrivere cazzate.

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Dalla home page del Corriere online di oggi, ore 11:30

«Psicolabile tenta ingresso in ospedale ‘Volevo salutare il premier’: bloccato – 11:13 -CRONACHE – Fermato nella notte al San Raffaele un giovane torinese di 26 anni che avrebbe problemi psicologici. Trovate mazze da hockey nella sua vettura. Sulla vicenda indaga la Digos».

E magari adesso scopriranno pure che nel cassetto della cucina teneva dei coltelli.

Siamo quasi in autunno e come ogni anno è arrivata l’influenza. Come ogni anno molti la prenderanno, staranno a casa per un po’ di giorni e guariranno. Come ogni anno, una piccola percentuale di malati non ce la farà. Come ogni anno le scuole apriranno regolarmente.

Ghe pensi mi Â©

30 giugno 2009

Uno poi dice: ce l’hai sempre con Berlusconi.

Si’, in linea di massima ce l’ho sempre con Berlusconi. Perche’ penso che sia intrinsecamente incompatibile con l’interesse della nazione (e non parlo dei fatti degli ultimi mesi).

Detto questo.

Adesso è avvenuto un grave incidente ferroviario a Viareggio. Sono scoppiati alcuni contenitori di gas nella stazione causando il crollo delle palazzine circostanti. Ci sono morti, feriti e dispersi.

Cosa dovrebbe succedere nel mio paese ideale: entrano immediatamente in funzione le squadre di soccorso, il personale medico interviene subito per salvare quante piu’ vite umane e’ possibile, gli addetti alla sicurezza fanno senza ritardo quanto necessario per evitare che il danno a persone e cose si aggravi, le autorità inquirenti raccologono gli elementi per determinare le eventuali responsabilità, si ripristina il prima possibile la normalità ed il tutto viene coordinato da soggetti altamente qualificati secondo efficienti protocolli operativi. Le autorità politiche esprimono cordoglio per le vittime e, se il caso lo richiede (per il particolare turbamento dell’opinione pubblica) partecipano a nome della collettività ai funerali. Poi, a cose finite, se il caso ha rivelato delle inefficienze, i poilitici si occupano di approvare dei protocolli operativi più efficienti e migliori.

Cosa viene raccontato che succeda nel mio paese reale: interviene personalmente e direttamente il presidente del consiglio dei ministri che dichiara “abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito dopo quest’assemblea a Napoli, andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione” (virgolettato di Repubblica, ma ho sentito con le mie orecchie pronunciare sostanzialmente la stessa frase a TGR delle 12:30). Cioè tutto quello che è stato fatto (“abbiamo provveduto”) e tutto quello che sarà fatto (“andrò a prendere in mano la situzione”) dipende dall’intervento diretto del presidente del consiglio dei ministri.

Ora, delle due l’una.

O è avvenuto veramente quello che ci viene raccontato, e allora la situazione è veramente gravissima, perchè significa che non esistono meccanismi di protezione civile efficienti in grado di garantire la sicurezza della popolazione, ed è necessario di volta in volta l’intervento straordinario del capo del governo. E se contemporaneamente scoppia una centrale elettrica in Puglia e si verifica un’esondazione del Po in Veneto? Che facciamo? Tiriamo a sorte dove va prima il presidente del consiglio dei ministri?

Oppure (più probabilmente) le dichiarazioni e le azioni del presidente del consiglio dei ministri hanno scopi meramente propagandistici. Il che mi pare meno grave, ma comunque grave. Da un lato infatti si va a interferire con il lavoro delle squadre di salvataggio e di messa in sicurezza (immagino che nella gestione di una crisi, doversi occupare anche della presenza in loco del presidente del consiglio dei ministri non aiuti), dall’altro si vende al pubblico un’immagine, un modello (il modello del “non vi preoccupate, adesso ci penso io”) che è profondamente sbagliato. Uno stato (a parte forse San Marino e Andorra) non ha bisogno di un governo che vada a drenare l’acqua dalle cantine allagate, ma di un governo che si occupi dell’alta amministrazione del paese. Se un governo deve mandare il suo presidente del consiglio dei ministri sul luogo di un disastro per coordinare le operazioni di salvataggio (cioè neanche un alto funzionario dell’amministrazione, ma il vertice della stessa), è un governo che ha già fallito clamorosamente in partenza perchè il suo compito era quello di fare in modo che esistesse già da prima un efficiente ed autonomo meccanismo di salvataggio che si attivi e funzioni autonomamente.

Ceterum censeo Silvium Berlusconi esse destituendum