Leggo la relazione al disegno di legge 1369 del Senato, quello sull’alimentazione e l’idratazione.

C’è scritto: “Va, tuttavia, impedito che nelle more dell’approvazione della nuova legge si pongano in essere atti irreversibili in danno proprio di quei soggetti che non hanno manifestato direttamente in modo certo o non sono attualmente in grado di esprimere la propria volontà in materia.”

Ah bene, dico, quindi è rispettata la volontà di chi vuole rifiutare l’alimentazione o l’idratazione.

Poi leggo il testo del disegno di legge.

C’è scritto: “In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.”

Un momento. E dov’è finita la parte in cui si parla di “quei soggetti che hanno manifestato direttamente in modo certo la loro volontà?

Forse mi è sfuggito. Rileggo il disegno di legge.

Inizio

“In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.”

Fine.

Niente, di rispetto della volontà neanche l’ombra.

Vabbè che andavano di fretta, ma leggersi un disegno di legge di 50 (cinquanta!) paroline non era poi così difficile prima di preparare la relazione.

Ehi! Yuhuuu! Voi del Governoooo! Guardate che eravate tutti intenti a proteggere la vita e vi siete dimenticati della libertà!

Chissà se qualcuno fra i venerandi banchi del Parlamento se ne è accorto…

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L’eutanasia del diritto

7 febbraio 2009

“Sovrano assoluto” non significa che al governo c’è un essere dotato di superpoteri; significa una cosa molto più semplice e più terrena: che chi governa non è vincolato (è ab-solutus, sciolto dal vincolo) dalle regole. In altri termini può fare quello che gli pare. Se è saggio e illuminato utilizzarà questa sua prerogativa principalmente per il benessere dei suoi governati, sennò la utilizzerà principalmente per i propri scopi. In ogni caso, se non è un pazzo nè un incapace, cercherà di utilizzarla in modo da mantenere il potere per tutto il tempo necessario a realizzare i suoi obiettivi.

Stato di diritto” significa che chi governa si auto-limita, accetta di sottostare a determinate regole. Non lo fa perchè qualcuno lo costringe, visto che è lui ad essere al vertice della gerarchia nella società; lo fa perchè riconosce che ci sono certe regole che sono al di sopra o più importanti delle decisioni contingenti di chi sta al governo.

Chi sta al govero può essere una persona o un insieme di persone. Tendenzialmente, l’assolutismo si adatta al governo di uno o di pochi e lo stato di diritto ad un governo dove i centri di potere sono più diffusi.

La separazione dei poteri serve proprio a garantire il funzionamento dello stato di diritto: si distribuiscono i poteri in modo che se ad uno viene la tentazione di smettere di rispettare le regole, gli altri lo bloccano, in un gioco in cui ogni ramo dello stato controlla gli altri e ne è controllato.

La prova ormai l’umanità l’ha fatta, ed ha visto che, fra i due sistemi, è meglio lo stato di diritto. Anche il sovrano assoluto può andar bene, finchè il sovrano stesso si comporta in modo illuminato. Ma quando non lo fa sono guai, e quindi è meglio non correre rischi. E’ più o meno questo che si intende quando si dice che le democrazie moderne non sono perfette ma sono quanto di meno imperfetto siamo riusciti a creare sinora.

Ora, finito il pistolotto di dottrina dello stato, questa cosa qui in uno stato di diritto non deve succedere. Non deve succedere che una sfilza di tribunali si occupi di una questione (sentendo testimoni, acquisendo pareri medici, studiando il diritto ecc.), che alla fine si arrivi ad una sentenza definitiva, e che il governo all’ultimo momento faccia, in quattro e quattr’otto, di tutto non per disciplinare in modo diverso la materia affrontata nella sentenza (il che già sarebbe grave, perchè le leggi non dovrebbero mai essere emanate per disciplinare un caso singolo) ma semplicemente per impedire che la sentenza sia eseguita.

Queste cose non le fa un governo di uno stato moderno, le fa Brenno per umiliare i Romani sconfitti.

Poi magari è tutta una mossa propagandistica, perchè questa cosa qui non si avvicina neppure al concetto di legge dello Stato e non sarà mai applicata.

Poi magari il sistema regge ed il tentativo di deriva verrà (per questa volta) bloccato.

Ma la direzione in cui si sta andando non è per niente buona.