Allora.
Nella nostra repubblica parlamentare, i ministeri sono i rami dell’amministrazione pubblica in cui è divisa l’attività dello Stato. Volendo, sono un po’ come i settori di un’azienda: quello che si occupa della sanità, quello che si occupa dell’istruzione, quello che si occupa delle relazioni esterne ecc. L’istituzione di ministeri segue dei criteri di efficienza e rispondenza ai bisogni della gente. Per esempio, se penso che le telecomunicazioni siano un ramo importante e impegnativo dell’attività dello Stato, ci farò un ministero apposito, mentre se penso che non lo siano le affiderò ad un ministero già esistente. Essere ministro significa essere a capo del ministero, cioè del ramo della pubblica amministrazione. E’ naturalmente un grande onore ma anche un onere notevole. E soprattutto è un pubblico servizio.
Bene.
Nelle monarchie il re assegna onoreficenze a chi gli aggrada, e a seconda della sua discrezionalità può nominare conti, baroni, marchesi, consiglieri. Sono titoli onorifici che si accompagnano (accompagnavano, almeno nelle monarchie occidentali) anche alla gestione di settori dello Stato o di terre della nazione.
Mi sembra che siano concetti di cui è abbastanza chiaro comprendere la differenza.
Per questo mi preoccupa moltissimo che un presidente del consiglio dei ministri possa pensare, o anche solo dire per scherzo, che la nomina a ministro (a legislatura in corso) possa costituire la ricompensa per chicchessia.

Ecco appunto

24 gennaio 2010

Filippo Facci scrive quello che non sarei riuscito a dire.

Via Wittgenstein

Secondo me Osama Bin Laden è stramorto. Ma da anni.

Forse qualcuno ricorderà che qui si era parlato di quello che era successo nel dicembre scorso a Chisinau in Moldavia. Un prete ortodosso aveva garbatamente condotto la propria congregazione a sradicare dalla sua sede una chanukiah della locale comunità ebraica, ridurla a pezzi, a sbatterla ai piedi della statua di un pricipe moldavo e a piantare al suo posto una croce all’insegna del “la moldavia è patria solo degli ortodossi”.

Il tutto era stato ripreso e ampiamente distribuito su youtube. Qui una delle tante versioni online del video.

Qualcuno forse a questo punto si chiederà: chissà cos’avranno fatto ai responsabili di questo scempio? Li avranno multati? Imprigionati? Almeno rimproverati?

La risposta è: assolutamente nulla.

Anzi, la chiesa moldava ha reso pubblica una dichiarazione secondo cui l’episodio, per quanto spiacevole, si sarebbe potuto evitare se solo gli ebrei si fossero astenuti dall’esporre i propri simboli pubblicamente. E che diamine, non puoi pretendere di accendere per strada la tua chanukiah e poi meravigliarti se degli onesti cittadini te la schiantano ai piedi di una statua!

Poichè tuttavia la legge moldava punisce, pare, l’incitamento all’odio religioso o razziale, e poichè secondo la magistratura inquirente moldava non c’erano prove di un reato, qui si vuol dare loro una mano.

Seguono tre fotogrammi del video di youtube

chisinau1
chisinau2
chisinau3

In tutte e tre si vede un tizio vestito di nero con un cappello nero e una barba nera. Un tizio che sembra un prete ortodosso. Direi proprio che è un prete ortodosso.

Ora, a meno che quel tizio nel primo fotogramma non stia dicendo “ehi ragazzi, non vorrete mica metterla qui, vero?”, nel secondo non stia dicendo “fratelli miei, fermatevi! Riflette sull’abominevole violenza che state compiendo! Capite l’ingiustizia delle vostre azioni di fronte a D-o e agli uomini”, e nella terza non stia cercando di togliere, in segno di rispetto della comunità ebraica, la croce ortodossa messa al posto della chanukiah dai suoi correligionari ubriacati da una propaganda razzista, ecco, a meno che il significato delle immagini non sia questo, il tizio che sembra un prete ortodosso, e che credo prorpio che sia un prete ortodosso, sta commettendo un reato quanto meno a titolo di concorso morale.

Non credo che, con un po’ di impegno, sarà molto difficile identificare quel tizio.

Che poi lì erano tutti composti e sorridenti, ma queste cose, esattamente queste cose, alla lunga portano a questo, che è successo quando mio nonno era bambino e non in altre ere geologiche.

P.S. Sì, cari amici moldavi, lo so che in Italia negli anni venti del ‘900 è stato fatto altrettanto del male agli ebrei. E infatti io non ce l’ho con i moldavi o con la Moldavia. Questo è un pro memoria per tutti.

Sono dispiaciuto per la chiusura di Condor?

Beh, sì.

In passato dissi, e scrissi, che l’immobilismo dei palinsesti di radio due rai mi dava l’illusione di essere rimasto intrappolato in una dimensione di sospensione temporale. Una sorta di giorno della marmotta su scala annuale (e qui ci sono una citazione e un omaggio indiretti).
Poi le novità, o almeno alcune, sono arrivate.

Ah, allora sei contento, adesso?

Mah, non sono mica sicuro.

Mi hanno toccato alcuni fra i programmi che mi piacevano di più. Alle otto della sera prima. Poi Condor. A dire il vero veramente non lo so.

Certo, ogni cambiamento porta con sé la sua dose di mugugnii e scotenti. C’è sempre qualcuno che si trovava bene e si sentiva rassicurato dalla minestra che c’era prima (oh, il minestrone a me piace, non c’è – per ora – giudizio di valore). E probabilmente quel qualcuno inizierà a pigiare sui tasti (carta e penna non li prende più nessuno) per manifestare il proprio sdegno. Quindi non è su questo che si dovrebbe basare un giudizio.

Il cambiamento è poi, in genere, utile. Evita le incrostazioni.

Però bisognerebbe cambiare per il meglio.

A guardare quello che ci siamo beccati con la nuova programmazione non c’è da stare molto allegri. Ho ascoltato distrattamente, lo confesso, ma veramente non mi pare un gran che.

Il programma di Carlo Pastore e Brenda Lodigiani mi sembra inutile. Inutile per me perché non mi interessa e inutile per l’universo mondo perché di programmi di questo tipo ce n’è a pacchi sulle altre emittenti. E poi esisteranno dei modi per rendere dinamica una coppia che non siano il continuo battibecco alla Sandra e Raimondo!

Il programma di Chiara Gamberale ha un bel sito internet. Lo vedo un po’ come una sofisticazione di Fabio e Fiamma. Potrà migliorare ma personalmente quando ho sentito una puntata incentrata sull’intervista a Emanuele Filiberto di Savoia la curva di interesse mi è crollata.

Il programma di Valentina Amurri e Luca Barbarossa mi pare un po’ una scusa per far cantare a Luca Barbarosse in radio le canzoni sue e quelle altrui. D’altra parte lui questo fa: il cantante.

Poi c’è quell’altra trasmissione che ho intercettato casualmente una decina di giorni fa camminando per strada. Io per strada ascolto la radio, tipo autoradio ma a piedi. Allora sento questa trasmissione dove c’è un conduttore, un’ospite in studio (l’ospite è donna e quindi l’apostrofo ci va) e delle telefonate. Tutto normale tranne il fatto che il conduttore e l’ospite in studio mi generano un sottile senso di disagio. Non dicono niente di interessante e lo dicono male, senza nessuna verve. La prima telefonata mi provoca imbarazzo; il tizio che chiama dice qualcosa tipo “ciao, no perché volevo sapere da Genuflessa (il nome non era Genuflessa, ma non me lo ricordo N.d.A.) se l’ha fatto solo per i soldi, perché spero che non sia così. Non credo almeno. Beh, ciao eh”. E io che mi chiedo: ma che roba è questa. Poi arriva la seconda telefonata ed è la mamma di Genuflessa. Allora capisco: è questa roba qui. A questo punto i miei pensieri sono stati, in successione: 1) mamma mia che orrore; 2) beh, magari ascoltandolo per un po’ ci si abitua e poi anche piace; 3) ma perché mai dovrei abituarmi e farmi piacere una roba che ad ascoltarla senza neanche sapere cos’era passavo dal fastidio all’imbarazzo?

Quindi, in definitiva, caro Flavio Mucciante, per ora non è che il nuovo palinsesto mi faccia impazzire. Magari in termini di odience avrà ragione Lei. Magari la radio di Stato non è detto che debba avere un ruolo prettamente educativo. Ma magari la radio di Stato potrebbe anche fare un piccolo scarto di lato rispetto al mercato, provare qualcosa di un minimo diverso.

Per quanto mi riguarda, la nuova programmazione sta aumentando la mia produttività, dato che ascolto meno radio (e io lavoro con la testa e non con le mani).

Tornando però al discorso delle novità e delle incrostazioni: sono ansioso di scoprire gli effetti positivi di questo cambiamento. Ci saranno certamente e per ora stanno tutti fuori da Radio due RAI.

Le evoluzioni del Condor

14 gennaio 2010

Dopo molti appunti per un quotidiano da fare, e dopo la chiusura del suo programma radiofonico, pare che Luca Sofri abbia deciso di saltare la barricata (si salta la barricata? O il fosso? O la siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude? Boh) e di rendere il suo Wittgenstein un "qualcosa di più ambizioso, professionale e imprenditoriale&quot, con tanto di redazione.

Non sappiamo ancora cosa ne verrà fuori, ma dopo aver apprezzato, ed esserci affezzionati, ai precedenti lavori di Luca, qui si attende con curiosità ed eccitazione il risultato della metamorfosi.

Questo blog collabora a questa iniziativa qui