E’ proprio vero.

Però non nel senso che fino al giorno prima potevi fare le quattro del mattino in discoteca e poi invece passi le giornate a somministrare pappine e cambiare pannolini.

Cioè, c’è anche quello. Poi magari per alcuni incide di più e per alcuni di meno. A certi può capitare un figlio che da quando nasce dorme otto ore per notte, e molti non è che prima di diventare genitori avessero una vita sociale rutilante a cui rinunciare. Quindi non è questo il vero cambiamento.

Il vero cambiamento ti scatta in testa, ma te ne accorgi un po’ alla volta.

A me è successo di diventare genitore per la prima volta sei anni fa, e solo adesso sto mettendo certe cose a fuoco.

Ne scrivo alcune.

Per prima cosa, quando diventi genitore entri in una nuova dimensione di amore. Non ha niente a che vedere con l’amore che tu da figlio provavi per i tuoi genitori, nè con l’amore che hai mai avuto nè mai potrai avere per qualsiasi compagno/compagna marito/moglie o parente o amico o per nessuno.

Contemporaneamente entri in una nuova dimensione di paura. Nella vita puoi avere paura di ammalarti, paura che scoppi una guerra atomica (io ho passato buona parte degli anni ottanta a vedere con l’immaginazione  spettrali funghi atomici fuori dalla finestra di camera mia), paura degli esami, paura di fallire ecc.. Ma qualsiasi paura che riesco a immaginare non regge il confronto col terrore che ha un genitore che capiti qualcosa di grave e irreparabile ai suoi figli.

Poi inizi a considerare in modo diverso la tua stessa incolumità. Tutti abbiamo più o meno un qualche istinto di autoconservazione che ci fa vedere con sfavore ciò che mette a rischio la nostra integrità o la nostra vita. Ma quando diventi genitore la cosa insopportabile della prospettiva di farsi male o di non esserci più non è tanto il dolore o la morte in sè, ma è il fatto che non potresti più essere lì per aiutare e curare i tuoi figli.

Più in generale vedi il futuro in modo diverso. Quando ti dicevano, chessò, che continuando a questo ritmo nel 2060 non ci sarà più petrolio tu pensavi “oh beh, magari si sbagliano, o magari nel frattempo si inventeranno qualche alternativa, e sennò pazienza, chi se ne frega, perchè tanto sarò morto”. Quando diventi genitore invece la cosa ti preoccupa parecchio. Ma non solo. A me per dire crea apprensione anche  la prospettiva che fra cinque miliardi di anni il Sole si trasformerà in una gigante rossa rendendo impossibile la vita sulla Terra.  Anche se io non ci sarò più, e probabilmente non ci saranno neppure nè i miei figli nè i loro figli ecc., ci saranno comunque degli esserini con la testa grande, gli occhioni e le gambine e i braccetti come i miei figli, e loro  potrebbero vedersela brutta.

Gettare verso l’orizzonte del futuro il tuo dna ti crea anche questi affanni.