Facebook si sta sforzando a cercare persone che potrei conoscere.

La cosa divertente è che, siccome non ho raccolto nessuno dei suggerimenti precedenti (che in buona parte erano azzeccati), facebook si sta chiedendo dove ha sbagliato e sta cercando di allargare il campo e tentare nuove vie.

Anzi, l’impressione è che stia proprio inziando ad andare a casaccio. Dovrò pur trovare prima o poi qualcuno che conosce e a cui vuole chiedere l’amicizia, pare di sentirlo dire.

Così, in questa strenua ricerca, mi sbatte nell’elenco dei possibili face-amici persone sempre più improbabili.

La fidanzata russa di un tizio che gestisce un ristorante a Vicenza; un appassionato di fisica e latino parlato che legge Dante e Manzoni e ascolta Mozart, Beethoven e Vivaldi; un tipo di Roma col quale non trovo neanche un punto in comune ecc.

Ma quello che mi piace di più è uno di cui si sa solo che si è registrato come “Apfelsaft” di nome e “Wienerschnitzel” di cognome.

Sono tentatissimo di rompere l’isolamento e chiedergli la face-amicizia.

Ovvero: cosa sa facebook di me?

e soprattutto come fa a saperlo?

Daldifuori ama osservare le cose dal di fuori. Quindi, quando tutti stanno al di dentro di facebook, il tenutario di questo blog guarda al fenomeno con interesse ma diffidenza.

Tuttavia su facebook si trovano informazioni che altrove non si trovano, e per accedervi bisogna essere iscritti a facebook. Quindi mi sono iscritto a facebook facendo, per ora, un’iscrizione anti-facebook.

Ho dato il mio nome e cognome, il mio sesso e la mia data di nascita, una mia email che uso poco e stop. Nessun altro dato. Non ho chiesto l’amicizia a nessuno ed ho settato il profilo della privacy della mia utenza con le massime restrizioni possibili, ovverosia condividendo i miei contenuti (che non ci sono) solo con i miei amici (che non ci sono). Quindi nessuno mi ha chiesto per ora l’amicizia, anche perchè probabilmente nessuno lo può fare; accetto le amicizie solo da amici di amici, ma non ho amici e quindi credo di essere per ora virtualmente isolato.

Bene. Dopo pochi minuti, la sezione “Persone che potresti conoscere” della mia utenza ha iniziato comunque a riempirsi di suggerimenti, che hanno continuato a svilupparsi da allora in poi. Non ho accettato nessun suggerimento, ma sto osservando con curiosità l’evoluzione del gruppo dei miei presunti amici.

La maggior parte dei suggerimenti sono relativi a persone che effettivamente conosco. Con alcuni ho un legame più stretto, con altri meno. Quasi tutti sono persone con cui ho avuto relazioni nei primi dieci anni di vita. Ci sono un maestro ed un compagno delle elementari, alcuni con cui ho passato alcune settimane in una cologna estiva quando ero piccolo, diversi amici di famiglia, qualche figlio di amici di famiglia. Quasi tutti, anche quelli che non conosco, sono ebrei.

Facebook dice, almeno in base a quanto ho trovato su internet, che suggerisce i contatti in base alle amicizie incrociate. Cioè se uno è amico di un tuo amico, facebook presume che possa essere anche tuo amico. Ma io non ho face-amici. Quindi come fa facebook a beccare persone che effettivamente conosco?

Ipotesi 1: facebook mi ha scambiato per un mio omonimo. So che in giro per il mondo ce ne sono almeno due, di cui uno è un mio correligionario e l’altro no. Non conosco nessuno dei due, ma so che esistono. Tuttavia mi viene da scartare quest’ipotesi, perchè, se fosse vera, dovrei trovare nei miei presunti-amici persone che hanno a che fare con loro e non con me. E comunque nessuno dei miei omonimi è un face-utente.

Ipotesi 2: facebook conosce l’email che ho utilizzato per la face-registrazione e, anche se non gli ho dato il permesso di guardare nell’elenco dei miei contatti, ha trovato quell’indirizzo fra i contatti di altri face-utenti e quindi ha messo loro e i loro face-amici fra i miei presunti-amici. Questa è piuttosto probabile, perchè in effetti l’email che ho usato per la face-registrazione è un’email che non utilizzo quasi mai e che ho usato (per casualità) per comunicare principalmente con miei amici ebrei. Questo però spiega alcuni ma non tutti i presunti-amici, perchè ce ne sono certi che sono sicuramente al di fuori di quella cerchia.

Ipotesi 3: facebook incrocia altri dati in modo più strutturato. Per esempio: ha beccato mio cognato. Come ha fatto? Probabilmente attraverso mia sorella che non è una face-utente ma ha il mio cognome, e ha sommato questo dato al fatto che mio cognato come le altre persone nella cui lista di contatti c’è la mia email di face-registrazione abitano nella stessa città. Invece non ha beccato mia moglie e i suoi fratelli, perchè probabilmente fra i loro contatti non sono registrato con il mio cognome.

Quelli che sarebbero più interessanti sono poi i presunti-amici che non conosco. Che legame ha visto facebook con me, che invece non c’è? Mah. Non li conosco, e quindi non si può sapere.

Morale: devo scandalizzarmi perchè la mia vita è spiata? Non credo proprio: facebook sta usando, salvo prova contraria, dati liberamente forniti dai suoi face-utenti. Però è un utile promemoria del fatto che nel web tutto (o quasi tutto) resta e ogni informazione una volta inserita può dare risultati imprevisti.

Morale due: certo che se facebook spiegasse meglio i suoi meccanismi, la gente si sentirebbe meno spiata dal grande fratello. Ma ovviamente sarebbe come se la coca cola pubblicasse la sua ricetta.