Cara Coop

Chi ti scrive è un socio Coop.

Sai, nella mia città ci sono tanti supermercati, e la Coop non è il più vicino. Ci possono essere vari motivi che spingono un cliente a scegliere un supermercato piuttosto che un altro. A me per esempio piace poter scegliere a fine anno sul catalogo online come spendere i miei punti raccolti con la tessera socio coop. Tipo sei tazzine per migliaia di euro di spesa. Lo so: è infantile gioire del premietto, bravo bambino ti regalo un lecca lecca. Ma i meccanismi di fedeltà del cliente si basano anche su questo, non è vero? Inoltre mi piace girare per gli scaffali della Coop con l’aria tracotante di “io so’ socio, questa roba è anche roba mia”. E mi piacciono anche le promozioni riservate ai soci, e presentarmi alla cassa con il panettone scontato e fare al cliente dietro di me la faccia alla Mr. Bean da “povero villico, io me lo posso permettere perché so’ socio coop!”.

Insomma, dicevo, a me piace andare alla Coop per usare la mia tessera.

Non ti sarà sfuggito che qualche anno fa hanno iniziato a diffondersi delle app che permettono di sostituire le tessere fedeltà: sullo schermo del cellulare compare il codice a barre da scansionare alla cassa e tu ti eviti di portarti dietro una carrettata di tessere. Bello.

Senza nomeLa Coop (trepuntozero) però queste app non le accetta. Perché la Coop ha la SUA app mycoop. L’app mycoop funziona così: per usarla devi registrarti con dati anagrafici, numero di tessera socio e password (il collegamento al sito per registrarsi peraltro è sbagliato, ma pazienza, con solo dieci minuti di ricerca fra i QUATTRO diversi siti coop, si riesce a trovare quello giusto). Poi, una volta registrato, l’app della Coop mostra il codice a barre della tessera solo se c’è il collegamento internet, perché deve verificare che sei proprio tu con il tuo cellulare e la tua password, non un altro. Peccato che dentro i supermercati Coop non c’è praticamente MAI campo né wi-fi, e quindi l’app non funziona. Ma andando ad appiattirsi come un geco contro una parete verso l’esterno, una tacca di campo si riesce ad avere e l’app può funzionare. Purtroppo ogni 90 giorni la password scade senza preavviso, e quindi dopo aver fatto la spesa settimanale ed aver scoperto che l’app non funziona devi uscire dalla fila alla cassa, scovare un angolo sotto il freezer dei surgelati di pesce dove c’è un minimo di campo, rifare tutta la trafila per cambiare la password e rimetterti in coda. Ovviamente la password non la cambi dall’app, ma dal sito internet. Che non è disegnato per essere visualizzato sui cellulari e quindi le finestre inserimento si vedono male.

Ma mi sto perdendo in digressioni. Io volevo raccontarti, cara Coop, di un episodio specifico.

Qualche giorno fa mi trovavo in vacanza al mare. Vengo mandato dagli amici a comprare una bottiglia di Rum per fare il mojito e vado alla Coop locale, tutto tronfio con la mia app mycoop. Chiedo al personale dove si trova il Rum e mi dicono che è in una vetrinetta sotto chiave vicino alla cassa. Vado a vedere e siccome ci sono tre marche diverse di Rum e io di liquori non ne capisco niente, faccio per mandare una foto su Whatsapp ai miei amici per farmi dire quale marca devo comprare, ma mi salta addosso la cassiera dicendomi che è VIETATISSIMO fare fotografie alla merce. In un supermercato? Immagino che il rischio che qualcuno faccia la foto alla bottiglia e vada fuori a ordinarsi il Rum su Amazon sia grosso. Pazienza, niente Rum. Approfitto per fare un po’ di spesa.

Quando mi metto in fila alla cassa mi accorgo che la password dell’app mycoop è scaduta. Ovviamente. Dopo un quarto d’ora di smanettamenti fra captcha e controcaptcha, infilato a fianco dell’espositore delle cioccolate, riesco a riattivare l’app e mi presento alla cassa.

Mi dispiace, ma accettiamo solo le tessere e non le applicazioni

No, guardi gentile cassiera, forse Lei non si è avveduta che questa è la VOSTRA applicazione, quella ufficiale, quella con la password e il collegamento Internet per la verifica dell’identità, quella che ogni novanta giorni devi cambiare la password. Quindi ovviamente voi l’accettate”.

Non l’accettiamo. L’accettazione dell’app è facoltativa e noi abbiamo l’ordine tassativo di accettare solo le tessere

Ora, cara Coop (trepuntozero): ci sono banche che permettono di ritirare al bancomat migliaia di euro solo con il cellulare (senza usare la tessera), e tu mi sfrangi i maroni in questo modo per usare la TUA app con cui posso raccogliere una manciata di miseri punti su una spesa da quaranta euro? Mi fai un’app talmente demenziale che manca solo che per il riconoscimento richieda il collegamento alla NASA, la lettura della retina e l’analisi settimanale del DNA, e poi mi dici che però è tutto uno scherzo perché l’accettazione dell’app alle casse è facoltativa? Di cosa hai paura? Che un’organizzazione criminale cloni l’app e a forza di punti spesa facciano la scalata al dominio del Mondo?

Va bene. Come vuoi.

Io nel frattempo, con le mie gratificazioni infantili, tipo raccogliere i punti con l’app per cellulare, vado a fare la spesa da un’altra parte. Di supermercati ce ne sono tanti.

Nel frattempo tu puoi pensare a degli usi creativi per il tre, il punto e anche lo zero.

P.S. Il Rum l’ho comprato al Despar. Ho whatsappato tranquillamente la foto ai miei amici. E la bottiglia costava anche di meno.