Il sindaco di Ansterdam, capitale dell’Olanda, che è un ebreo trentaseienne e si chiama Lodewijk Asscher, per arginare l’antisemitismo di matrice musulmana (secondo alcuni lasciatogli in eredità dal precedente sindaco di famiglia ebraica ed autoprofessantesi ateo Job Cohen) sta valutando, su proposta dell’esponente marocchino del Labour Party Ahmed Marcouch, di far girare per la città dei polizziotti camuffati da ebrei ortodossi. In precedenza aveva adottato un’analoga iniziativa per arginare le violenze contro gli omosessuali: coppie di poliziotti andavano in giro fingendosi coppie gay.

Non so perchè, ma mi sarebbe più facile accettarlo se mi dicessero che tutto questo succede su Marte.

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Poi c’è una gelateria che ha un posto speciale nella mia storia personale. Tanto questo è il mio blog e questo post si chiama “Guida parziale delle gelaterie di Trieste secondo il mio gusto”. Questa gelateria è Arnoldo, a Opicina. Opicina è una frazione di Trieste, che si chiama compiutamente “Villa Opicina”, che è a sua volta l’italianizzazione di Opcina che deriva, credo, da obcina che in sloveno vuol dire “comune”, nel senso di “amministrazione comunale”. Però di comune, cioè di comunista, Opicina ha anche il fatto di essere uno dei pochi posti in Italia dove il 1 maggio è festeggiato con trasporto, anche se negli ultimi anni ci sono parecchi residenti provenienti dalla città che portano idee ben più borghesi. Ma questo ci sta portando fuori strada. Opicina è a circa 10 minuti da Trieste, quasi sull’orlo del ciglione carsico che sovrasta la città, e lì io sono nato e cresciuto. Naturale quindi che l’apertura di Arnoldo, una trentina d’anni fa, sia stata per me una vera rivoluzione e che Arnoldo sia stato per molti anni una tappa fissa nel ritorno da scuola a casa. Facendo un rapido calcolo (per difetto) credo di aver ingurgitato, finora, qualcosa come 2.500 palline di gelato di Arnoldo. Arnoldo fa gelati buoni. Da segnalare il cremino dello zar, che ha dentro un po’ di tutto ma principalmente panna, cioccolato e cocco. Inoltre Arnoldo può fregiarsi di un’amicizia eccellente. Anni fa ero da Vivoli, gelateria storica di Firenze, e mentre ci spiegava che quel giorno il gelato alle susine era fatto con le susine fresche prese all’alba al mercato (magari s’era inventato tutto, ma a me è bastato per farlo sembrare buonissimo) il titolare ci ha chiesto “ma voi di dove siete?” “di Trieste” “Oh chi ci sta a Trieste? Ah, sì, l’Arnoldo. Portatemi tanti saluti all’Arnoldo”. Noblesse oblige.

Un’altra gelateria da menzionare è Grom. Grom ha aperto da poco in una via centrale e pedonale di Trieste (no, non il viale). Ha pochi gusti, tutti comunque buoni. Mi ha colpito il pannaementa, che oltre ad essere gradevole ricalcava anche un abbinamento generato dalla mia bimba di tre anni che sul momento mi era sembrato bizzarro, ma evidentemente non lo era. La cosa particolare di Grom è che ha tutta una mitologia di genuinità e ricercatezza dietro a ogni gusto di gelato. Le fragole non sono semplici fragole ma sono fragoline di bosco colte nelle notti di plenilunio nei boschi delle dolomiti ampezzane. La menta è coltivata in fattorie biologiche del Nord della Provenza. E così via (ovviamente esagero. Ma neanche tanto. E’ per rendere l’idea). Perfino la panna montata non proviene da quelle macchinette che sono le sorelle maggiori delle bombolette a cui nei momenti di depressione ci attacchiamo come al seno della mamma, ma viene invece conservata in un cestello sotto una campana d’acciaio, perchè ovviamente si tratta di panna naturale prodotta col latte di mucche alimentate con fieno fresco e lavanda e montata a mano. Quando ti servono un gelato ti consigliano gli abbinamenti più raffinati e mentre l’addetto alla confezione della coppetta manteca sapientemente il gelato nel recipiente (veramente!), un suo collega in attesa di servire altri clienti attende in secondo piano in posizione d’ordinanza con le mani raccolte dietro la schiena. Per chi ama avere a tavola sette posate, tre bicchieri e un cameriere che da dietro ti riempie il calice quando hai bavuto. Vedo su internet che Grom non c’è solo a Trieste ma anche in un sacco e mezzo di città italiane oltre che a Malibu, New York, Parigi e Tokyo.

Per il palato, più interessante è Chocolat, in Cavana. Cavana è una zona della città vecchia di Trieste, stretta fra il mare e le pendici del colle di S. Giusto. Cavana deriva, credo, da cavè, cioè caffè, in onore, presumo, dei commerci che vi si svolgevano, e in effetti c’è ancora una torrefazione-degustazione di caffè. Quando ero piccolo Cavana, più che per il caffè, era nota per la frequentazione di certe signorine che vendevano piaceri di altro tipo. Poi anche quei traffici si sono spostati altrove e Cavana è rimasta in bilico fra il totale degrado e la completa e smagliante ristrutturazione di un progetto europeo avviato ma mai portato a compimento. Da Chocolat si trova ovviamente cioccolato. Cioccolatini, cioccolato da bere, torte al cioccolato e gelato al cioccolato. Molto buono il gelato foresta nera, emulo dell’omonima e ottima torta tedesca: base di cioccolato, panna, amarene e scagliette di cioccolato. Altre (poche) gelaterie a Trieste si cimentano con questo gusto, ma le altre si limitano a mischiare i tre ingredienti principali mentre Chocolat li dosa in modo ineccepibile.

to be continued

Se salite su un autobus, in questi giorni a Bologna, potrebbe darsi che sentiate questo.

Buon giorno a tutte e tutti.
Scusate il disturbo ma la cosa che dobbiamo dirvi è importante, crediamo, non solo per noi.
Siamo genitori e insegnanti e vogliamo dirvi che la scuola pubblica, la scuola di tutti sta morendo.
E’ sottoposta a un’aggressione senza precedenti.
Sui messaggi che distribuiamo sono indicate le ragioni di quello che stiamo dicendo.
In poche parole stanno tagliando ore di insegnamento, insegnanti e risorse economiche alla scuola pubblica mentre aumenta il numero degli studenti.
Tutti devono sapere che una scuola pubblica sempre più povera prepara una società più ignorante, più divisa e più insicura.
Tutti devono sapere che presto la nostra scuola pubblica sarà di serie B.
Tutti devono sapere che presto dovremo chiedere un mutuo alla banca per far studiare i nostri figli.
Contiamo che anche voi siate sensibili al disastro cui va incontro la scuola dei nostri figli.
Contiamo che anche voi ci aiutate a informare tutti.
Raccontate a tutti la scena a cui avete assistito oggi perchè tutti devono sapere.
Grazie per l’attenzione, noi proseguiamo sul prossimo autobus.

Ecco, fate conto che questo sia il nostro autobuso. Ora andate e raccontate a tutti ciò che avete visto.