Mercatino francese

2 dicembre 2014

Caro me stesso del novembre 2015
È possibile che, come quest’anno, l’anno scorso e l’anno prima, intorno alla chiesa di S. Antonio Taunaturgo siano spuntati i baracchini del mercatino francese, ed è probabile ti sia venuta l’acquolina in bocca passando davanti a quello con quei gran padelloni fumanti pieni di patate, carne, sughi, spezie. Siccome ti conosco, scommetto che ti verrà una gran voglia di pranzare prendendo una porzione di quegli invitanti intingoli.
Allora, caro me stesso del novembre 2015, ti ricordo che un anno fa:
– quando hai chiesto alla ragazza (italianissima) dietro al banco quali padelloni non avevano nessuna forma di carne di maiale, neppure pancetta o prosciutto ecc. lei ti ha indicato quello dello spezzatino di manzo e patate e tu hai chiesto “ma niente niente, neanche pancetta” lei ti ha detto “no, solo manzo”, ma poi hai visto che appeso sopra c’era un cartello con la scritta “Bourguignonne – ingredienti: manzo, pancetta ecc.” e lo hai fatto notare alla ragazza e lei ti ha detto “oh, beh, allora vuol dire che dentro c’è carne di maiale”
– per avere una vaschetta di plastica con una porzione di pollo alla senape, una vaschetta di plastica con una porzione di paella con frutti di mare e due coche, il tutto da mangiare in piedi, hai pagato ventidue euro
– mentre mangiavi il tuo pollo alla senape hai visto che la preparazione artigianale della Bourguignonne consisteva in questo: prendere dei vaschettoni sigillati contenenti lo spezzatino con patate; aprirli; versare il contenuto nel padellone; mettere il padellone sul fuoco a riscaldare. Praticamente “quattro salti in padellone”.
– il pollo alla senape era scipito e non sapeva di senape; le patate con le spezie sapevano di patata lessa e basta. Anche la paella non sapeva di molto, principalmente di riso e piselli di scatola.
– quando hai presentato lo scontrino per la paella ai frutti di mare la ragazza ha detto “ha, una paella ai frutti di mare” ed è andata a riempire la vaschetta da un padellone dall’altra parte dello stand, ma a metà del pranzo ti è diventato evidente che nella paella di frutti di mare non ce n’era neanche uno, e allora hai controllato i padelloni e ti sei accorto che ti avevano dato la paella vegetariana che costava quasi la metà di quella con i frutti di mare e quando l’hai fatto notare alla ragazza lei ha detto “però questa l’avete già mangiata e quindi non ve la posso cambiare”. Almeno quando hai chiesto che ti rimborsasse la differenza lo ha fatto.
Ecco, caro me stesso del novembre 2015, siccome sarà passato un anno e non ti ricorderai più, se ti viene voglia davanti ai padelloni fumanti del mercatino francese rileggiti questo post, passa oltre e vai a pranzo da Gildo o da Giovanni.