La città si è svegliata sotto un gelido manto di bora a 140 km/h

14 febbraio 2012

Oggi è finita. Almeno per il momento, è finita. Mentre tutto il resto d’Italia veniva ricoperto da un soffice (e per alcuni romantico, per altri drammatico) manto di  candida neve, Trieste veniva spazzata da una bora che non ricordo mai essere stata così persistente. Oltre due settimane ininterrotte. Con temperature percepite di 30 gradi sotto zero. E’ una cosa che ti soffia via dal cervello qualsiasi buonumore. Oltre a scoperchiare tetti, far cadere intonaci, rovesciare camion, sradicare alberi ecc.

Per la cronaca: quelli con il fiocchetto di neve, o la pioggia, o le nuvole, o il sole  sono gli altri italiani; quelli in alto a destra con il simbolo del TORNADO  siamo noi.

Sarà che il disagio del vicino è sempre più verde (anzi, più bianco), ma a me, a sentire la radio che riceveva telefonate di gente che da Torino a Reggio Calabria raccontava copiose nevicate, giravano anche a più di 140 km/h

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