La saga delle liste zoppicanti: la sospensiva del TAR Lombardia

8 marzo 2010

Qui c’è il testo del provvedimento con cui il TAR Lombardia ha sospeso l’efficacia del provvedimento di esclusione della lista di Formigoni, in atttesa di emettere una decisione nel merito.

In sostanza il TAR Lombardia dice “il ricorso non mi pare infondato, per cui per il momento fermi tutti e poi deciderò in via definitiva”.

Qui di seguito riporto l’ordinanza, poi, per chi ne ha voglia, alcuni commenti.

N. 00208/2010 REG.ORD.SOSP.

N. 00491/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

Sul ricorso numero di registro generale 491 del 2010, proposto da:
– Roberto Formigoni, in proprio e quale candidato alla Presidenza della Giunta Regionale della Lombardia per la lista “Per la Lombardia”, rappresentato e difeso dall’avv. Beniamino Caravita di Toritto, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso in Milano, Foro Bonaparte n. 70;

contro

– Ufficio Centrale Regionale presso la Corte d’Appello di Milano, in persona del legale rappresentante pro-tempore, Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro-tempore, U.T.G. – Prefettura di Milano, in persona del Prefetto pro-tempore, Ministero della Giustizia; in persona del Ministro pro-tempore, tutti rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato e domiciliati per legge in Milano, via Freguglia, 1;

nei confronti di

– Marco Cappato, n.c.;
– Lista Bonino Pannella, rappresentata e difesa dagli avvocati Simona Viola e Mario Bucello, elettivamente domiciliata in Milano via Mozart n. 9;
– Vittorio Agnoletto, n.c.;
– Lista Federazione per la Sinistra, n.c.;
– Vito Crimi, n.c.;
– Lista Movimento 5 Stelle Lombardia, n.c.;
– Lorenzo Lipparini, n.c.;
– Filippo Penati, rappresentato e difeso dagli avv. Guido Ferdinando Ceserani e Marco Locati, con domicilio eletto presso Marco Locati in Milano, via dei Pellegrini n. 24;
– Lista Penati Presidente, rappresentata e difesa dagli avv. Vittorio Angiolini, Marco Cuniberti, Ettore Martinelli, Marilisa D’Amico, Ileana Rosaria Alesso, con domicilio eletto presso Vittorio Angiolini in Milano, Galleria del Corso n. 1;
– Savino Pezzotta e Lista U.D.C., rappresentati e difesi dagli avv. Francesco Basile e Pierluigi Mantini, con domicilio eletto presso Pierluigi Mantini in Milano, via Morigi n. 2/A;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

1 – della delibera dell’Ufficio Centrale Regionale presso la Corte d’Appello di Milano del 1 marzo 2010 che, in accoglimento dell’esposto del Sig. Lorenzo Lipparini – delegato alla presentazione della lista “Bonino-Pannella” – ha deliberato l’esclusione della lista “Per la Lombardia” dalla competizione elettorale per il rinnovo della compagine amministrativa della Regione Lombardia fissata per il 28 e 29 marzo 2010;

2 – della delibera del suddetto Ufficio Centrale Regionale del 3 marzo 2010 recante il rigetto del ricorso presentato dai delegati della lista “Per la Lombardia” teso ad ottenere la riammissione della lista stessa alla tornata elettorale in questione;

3 – degli atti presupposti e/o connessi;.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate; nonché, di Filippo Penati, della Lista Penati Presidente, della lista U.D.C., di Savino Pezzotta e della Lista Bonino Pannella;

Visto il decreto Presidenziale di questo TAR inaudita altera parte n.206 del 05.03.2010;

Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034;

Relatore nella Camera di Consiglio del giorno 6 marzo 2010 il dott. Adriano Leo e uditi i difensori delle parti, ai quali è stato dato l’avviso che la causa potrà essere decisa con sentenza in forma semplificata, come specificato nel verbale;

Considerato che il Collegio non ritiene di doversi discostare dal proprio orientamento, già espresso con le sentenze nn. 3868 e 3869 del 29/05/2009, a proposito della impugnabilità immediata degli atti di non ammissione di liste alle competizioni elettorali;

Considerato, altresì, che la legittimità di tale orientamento risulta suffragata da quanto espresso di recente dalla Corte Costituzionale con l’ordinanza n. 90/2009, in cui la stessa Consulta ha preso atto dell’assenza di un “diritto vivente” in ordine alla interpretazione fornita dall’Adunanza Plenaria nella nota decisione n.10/2005, a proposito della non immediata impugnabilità degli atti de quibus (cfr. in tal senso Consiglio di Stato ordinanza n. 1744 del 01/04/2008);

Ritenuto, poi, quanto al merito dell’odierno ricorso, che appare fondata la prima censura esposta dai ricorrenti poiché il procedimento previsto dall’art. 10 della legge n. 108/1968 non sembra lasciare spazio all’esercizio del potere di autotutela o, comunque, di revisione dei risultati dell’atto di ammissione delle liste, a parte il rimedio di cui al comma V° dell’art. cit. che, tuttavia, si riferisce in modo tassativo all’impugnazione delle decisioni di eliminazione delle liste o dei candidati (cfr., sul punto relativo alla mancanza, in subiecta materia, di un potere specifico di revoca dell’ammissione delle liste, Consiglio di Stato, ordinanza n. 1419/2005);

Considerato che, nel caso in esame, è indubbio che l’Ufficio Centrale Regionale presso la Corte di Appello di Milano avesse già espresso la sua decisione in termini di ammissione della lista in questione, come chiaramente emerge dal verbale delle operazioni elettorali relative al controllo della lista “Per la Lombardia”, che risultano iniziate alle ore 11,50 del 27 febbraio 2010 e terminate il giorno successivo (28/02/2010) alle ore 12,00 (cfr. all. n. 1 del ricorso);

Ritenuto, pertanto, che sussistono gli estremi di cui all’art. 21, ultimo comma, legge n. 1034/1971;

P.Q.M.

Accoglie la formulata domanda cautelare e, per l’effetto, sospende gli atti impugnati e dichiara ammessa la lista “Per la Lombardia” alla competizione elettorale di che trattasi, come già disposto dall’Ufficio Centrale Regionale nella decisione assunta col verbale di ammissione datato 27-28 febbraio 2010 sopra citato.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Milano nella Camera di Consiglio del giorno 6 marzo 2010 con l’intervento dei Magistrati:

Adriano Leo, Presidente, Estensore

Concetta Plantamura, Referendario

Antonio De Vita, Referendario

IL PRESIDENTE, ESTENSORE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 06/03/2010

IL SEGRETARIO

Quali sono le motivazioni del TAR Lombardia? In pratica dice: la Commissione Centrale Regionale, una volta presa una decisione di ammissione o di esclusione di una lista, non può più modificarla in via di autotutela (per cos’è l’autotutela vedi il mio post precedente). Quindi, se la Commissione esclude una lista, si può ricorrere alla Commissione stessa come previsto dalla legge 108/1968 oppure si può ricorrere direttamente al TAR; se la Commissione ammette una lista, visto che la legge 108/1968 non prevede reclami in questo caso, si può solo ricorrere al TAR. Il “ripesamento” della Commissione Centrale Regionale della Lombardia era pertanto illegittimo, perchè la Commissione, una volta ammessa la lista di Formigoni, aveva esaurito definitivamente il proprio potere decisionale.

Se confermerà, nella sua decisione definitiva, questo suo orientamento, il TAR Lombardia andrà contro sia tutta la giurisprudenza specifica in materia di autotutela della Commissioni Centrali sia tutta la giurisprudenza in materia di autotutela della Pubblica Amministrazione in genere (l’autotutela è sempre stato ritenuto un potere della P.A. che c’è salvo che la legge non lo escluda espressamente).

Peraltro nessuno costringe il TAR a conformarsi alle sentenze precedenti, e la motivazione (anche se non riesco per ora ad immaginare come) potrebbe essere convincente. E poi c’è sempre il Consiglio di Stato (giudice d’appello).

Nel frattempo mi chiedo: posto che la motivazione della sospensieva è quella che immaginavo, il TAR nell’adottarla ha letto il decreto-legge salvaliste? Ufficialmente credo di no, visto che il decreto-legge, anche se firmato il 5.3.2010, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6.3.2010, lo stesso giorno in cui il TAR ha emesso la sua ordinanza (non sto qui a fare congetture sugli orari, anche perchè non ne ho gli elementi). Diciamo che il TAR probabilmente sapeva che il decreto c’era, ma non ne ha tenuto conto, almeno formalmente, nell’ordinanza di sospensiva. Nuovamente, vedremo la motivazione della sentenza finale.

Certo che questo nulla toglie alla figura di palta della maggioranza, che nel dubbio che qualcuno le andasse contro ha minato per bene tutto il terreno circostante.

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