Forse non sono stato preciso nell’esprimere il mio desiderio

18 gennaio 2010

Sono dispiaciuto per la chiusura di Condor?

Beh, sì.

In passato dissi, e scrissi, che l’immobilismo dei palinsesti di radio due rai mi dava l’illusione di essere rimasto intrappolato in una dimensione di sospensione temporale. Una sorta di giorno della marmotta su scala annuale (e qui ci sono una citazione e un omaggio indiretti).
Poi le novità, o almeno alcune, sono arrivate.

Ah, allora sei contento, adesso?

Mah, non sono mica sicuro.

Mi hanno toccato alcuni fra i programmi che mi piacevano di più. Alle otto della sera prima. Poi Condor. A dire il vero veramente non lo so.

Certo, ogni cambiamento porta con sé la sua dose di mugugnii e scotenti. C’è sempre qualcuno che si trovava bene e si sentiva rassicurato dalla minestra che c’era prima (oh, il minestrone a me piace, non c’è – per ora – giudizio di valore). E probabilmente quel qualcuno inizierà a pigiare sui tasti (carta e penna non li prende più nessuno) per manifestare il proprio sdegno. Quindi non è su questo che si dovrebbe basare un giudizio.

Il cambiamento è poi, in genere, utile. Evita le incrostazioni.

Però bisognerebbe cambiare per il meglio.

A guardare quello che ci siamo beccati con la nuova programmazione non c’è da stare molto allegri. Ho ascoltato distrattamente, lo confesso, ma veramente non mi pare un gran che.

Il programma di Carlo Pastore e Brenda Lodigiani mi sembra inutile. Inutile per me perché non mi interessa e inutile per l’universo mondo perché di programmi di questo tipo ce n’è a pacchi sulle altre emittenti. E poi esisteranno dei modi per rendere dinamica una coppia che non siano il continuo battibecco alla Sandra e Raimondo!

Il programma di Chiara Gamberale ha un bel sito internet. Lo vedo un po’ come una sofisticazione di Fabio e Fiamma. Potrà migliorare ma personalmente quando ho sentito una puntata incentrata sull’intervista a Emanuele Filiberto di Savoia la curva di interesse mi è crollata.

Il programma di Valentina Amurri e Luca Barbarossa mi pare un po’ una scusa per far cantare a Luca Barbarosse in radio le canzoni sue e quelle altrui. D’altra parte lui questo fa: il cantante.

Poi c’è quell’altra trasmissione che ho intercettato casualmente una decina di giorni fa camminando per strada. Io per strada ascolto la radio, tipo autoradio ma a piedi. Allora sento questa trasmissione dove c’è un conduttore, un’ospite in studio (l’ospite è donna e quindi l’apostrofo ci va) e delle telefonate. Tutto normale tranne il fatto che il conduttore e l’ospite in studio mi generano un sottile senso di disagio. Non dicono niente di interessante e lo dicono male, senza nessuna verve. La prima telefonata mi provoca imbarazzo; il tizio che chiama dice qualcosa tipo “ciao, no perché volevo sapere da Genuflessa (il nome non era Genuflessa, ma non me lo ricordo N.d.A.) se l’ha fatto solo per i soldi, perché spero che non sia così. Non credo almeno. Beh, ciao eh”. E io che mi chiedo: ma che roba è questa. Poi arriva la seconda telefonata ed è la mamma di Genuflessa. Allora capisco: è questa roba qui. A questo punto i miei pensieri sono stati, in successione: 1) mamma mia che orrore; 2) beh, magari ascoltandolo per un po’ ci si abitua e poi anche piace; 3) ma perché mai dovrei abituarmi e farmi piacere una roba che ad ascoltarla senza neanche sapere cos’era passavo dal fastidio all’imbarazzo?

Quindi, in definitiva, caro Flavio Mucciante, per ora non è che il nuovo palinsesto mi faccia impazzire. Magari in termini di odience avrà ragione Lei. Magari la radio di Stato non è detto che debba avere un ruolo prettamente educativo. Ma magari la radio di Stato potrebbe anche fare un piccolo scarto di lato rispetto al mercato, provare qualcosa di un minimo diverso.

Per quanto mi riguarda, la nuova programmazione sta aumentando la mia produttività, dato che ascolto meno radio (e io lavoro con la testa e non con le mani).

Tornando però al discorso delle novità e delle incrostazioni: sono ansioso di scoprire gli effetti positivi di questo cambiamento. Ci saranno certamente e per ora stanno tutti fuori da Radio due RAI.

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One Response to “Forse non sono stato preciso nell’esprimere il mio desiderio”

  1. anonimo Says:

    Domani chiude anche Vasco De Gama.La fine di quella che era Radio Due è quasi completata.


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