particolarmente se esercitata da un soggetto di sesso maschile

3 settembre 2009

Facendo una ricerca per altri motivi, mi sono imbattuto in questa massima giurisprudenziale:

La prostituzione, indubbiamente non commendevole sul piano morale, particolarmente se esercitata da un soggetto di sesso maschile, per sè non costituisce, tuttavia un reato e non può, quindi, essere l’indice di una vita che fondi i propri mezzi di sussistenza sui ricavi di un’attività penalmente criminosa, nè può identificare il titolo, della fattispecie, che, con tali estremi, descrive uno dei casi in cui è possibile irrogare la diffida di polizia, ai sensi dell’art. 1 l. 27 dicembre 1956 n. 1423.” (T.A.R. Lazio, sez. I, 22 ottobre 1986, n. 1689 in Foro Amm. 1987, 631).

No, dico, il T.A.R. Lazio.

Nel 1986.

E magari si sono sentiti anche moderni e liberali perchè hanno stabilito che chi esercita il meretricio è sì degno di biasimo, ma non è un criminale professionale.

Spero si tratti di un colpo di fantasia malata del massimatore (cioè di quello che si è letto la sentenza integrale e ne ha estratto la massima).

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